
di XAVI MORATO’
regia e traduzione di Alessandro Maggi
con Gaia Aprea e Andrea Bosca
coproduzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Civico della Spezia, Teatro Stabile d’Abruzzo, Stefano Francioni Produzioni
Dopo chissà quante esistenze trascorse in chissà quali epoche e luoghi, due anime si ritrovano a convivere in un mondo indefinito e cercano risposte sul loro passato e sul loro futuro, durante la transitoria permanenza tra una vita e l’altra. Chi sono stati? E in chi si reincarneranno? Ma soprattutto perché vivono insieme in questo tempo di passaggio? Il mistero è fittissimo, ma gradualmente nuovi elementi vengono a galla, mentre quell’epoca parallela mostra sempre più quali sono le ferree regole da rispettare per determinare il processo di reincarnazione possibile. Sembra un sistema perfetto, ben governato e, anche se non tutto risulta sempre pienamente comprensibile, la logica dei processi assume un senso ineccepibile, che non può che essere accettato, quale che sia l’esito di una nuova esistenza. Che relazione hanno le due anime con il cosmo? Ma è poi vero che ogni azione diventa una causa che crea un effetto corrispondente? E dunque, se così è, ogni desiderio deve essere portato a compimento, e fino a quando ne rimarrà anche la più piccola traccia nella nostra coscienza, saremo costretti a reincarnarci? Drammatico, comico, profondo, ironico e sarcastico, il filo che lega i due personaggi della pièce è come la vita stessa: un pianoforte di colori dalle più diverse sfumature.



















